Cupola del Battistero degli Ariani (RA) Via degli Ariani, 48121 Ravenna RA, Italia
Posted on 03/01/2016 / 3565

Autore: sconosciuto
Cronologia: Tardoantico
Datazione: fine V – inizio VI sec.
Tipologia: Mosaico parietale
Luogo di conservazione: Battistero degli Ariani (RA)

Il Battistero degli Ariani rappresenta un’importante testimonianza della dominazione dei Goti e del loro culto; si ritiene infatti costruito da Teoderico durante il suo dominio (493-526) come battistero dell’antica cattedrale ariana, oggi chiesa dello Spirito Santo, che sorge nelle sue vicinanze.

Di tutto l’apparato decorativo originario non resta ora che il prezioso rivestimento musivo della cupola, nel quale gli studiosi, pur nell’unità del programma iconografico, riscontrano  tempi stilistici diversi; l’opinione attualmente prevalente è comunque che tutti gli interventi risalgano al periodo teodericiano. Inoltre, pur essendo il mosaico sostanzialmente ben conservato, gli inevitabili restauri che la raffigurazione ha subito nei secoli spiegano qualche disomogeneità e la difficoltà di interpretazione di alcuni particolari.

L’impostazione iconografica del mosaico denuncia l’influsso del programma figurativo attuato, pochi decenni prima, all’interno del battistero annesso della cattedrale cattolica, denominato Neoniano;  ma se ne differenzia sia per il mutato gusto artistico che per il diverso influsso delle correnti filosofiche, in particolare per l’affermarsi della dottrina ariana. Questa eresia, che si distingueva soprattutto per l’affermazione della natura umana del Cristo e per la negazione della coesistenza con la divina, trovò grande diffusione tra le popolazioni germaniche e si affermò in Italia appunto con dominazione di Teoderico.

Al centro della cupola campeggia un medaglione incorniciato da un anello con corona dorata d’alloro su fondo rosso; al suo interno è raffigurata, come si conviene in un battistero, la scena del battesimo di Cristo, simbolo di vittoria sulla morte. L’episodio è tradizionalmente costruito con tre personaggi. Al centro il Cristo ignudo, immerso nelle acque del Giordano, è rappresentato giovane e imberbe, mentre il Battista a sinistra, vestito di un rozzo abito e di un bastone da pastore simbolo della vita di privazioni del deserto,  gli impone la mano sulla testa secondo l’antico rito. Dall’alto scende verticalmente la colomba divina, ad irrorare con un soffio di luce, simbolo dello Spirito, il capo del Cristo (secondo altre interpretazioni, con un fiotto di acqua lustrale, oppure, l’uccello tiene nel becco un ramoscello d’ulivo, alludendo al ritorno della pace dopo il diluvio). A destra è collocata la figura di un nobile e possente vecchio con barba e capelli bianchi, rappresentato con torso nudo e la parte inferiore del corpo ricoperta da un drappo verde. Il personaggio simboleggia il fiume Giordano, in quanto fornito di attributi  che derivano direttamente dalle divinità fluviali personificate comuni nell’iconografia  ellenistica. Infatti la figura si appoggia a un vaso rovesciato, dalla cui bocca defluisce l’acqua, e regge in mano una canna palustre, mentre sulla sua testa spuntano le rosse chele di un granchio, che rappresentano gli elementi della vita acquatica.

Nella fascia concentrica che circonda il medaglione è raffigurato un maestoso corteo di apostoli, che avanzano con ritmo cadenzato su fondo aureo, intervallati da immagini stilizzate di palme. Vestiti secondo la foggia degli antichi romani, sorreggono ciascuno una corona, simbolo di vittoria, con le mani ricoperte, in segno di rispetto, da un drappo bianco denominato pallio. Su ognuno di questi veli compaiono lettere greche dette gammadie, si tratta di monogrammi derivanti dal mondo classico pagano che acquisirono poi un importante significato nell’ambito dei simboli e della numerologia cristologica, che però oggi non possiamo più interpretare con sicurezza.

La processione è conclusa  a destra da Pietro e a sinistra da Paolo, ben caratterizzati nei volti, e identificati mediante gli attributi canonici: l’uno tiene in mano le chiavi e l’altro due rotoli. Essi affiancano il culmine simbolico del corteo: un trono d’oro riccamente decorato.

Il motivo iconografico cristiano della cattedra vuota, di origine orientale e denominato etimasia, fa riferimento alla presenza invisibile del Cristo e rappresenta simbolicamente il trono  sul quale egli siederà nel giorno del giudizio finale. Qui però l’iconografia è arricchita da elementi nuovi che ne modificano l’interpretazione e che potrebbero rappresentare l’apporto della dottrina ariana alla raffigurazione. Infatti sul sedile è collocato un drappo bianco e un cuscino purpureo dove poggia una grande croce latina ornata di gemme; questi elementi potrebbero essere simbolici delle sofferenze patite sulla croce e quindi alludere alla natura umana e alla fisicità del Cristo.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore: T. Saccone (Associazione Culturale Minerva) – Copyright:Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini

Tipologie
Mosaico parietale
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