3. Vivere all'”etrusca”

Scheda Didattica n. 3

3.1 Gli Inizi

Gli Etruschi inizialmente abitavano in capanne costruite con materiali semplici e facilmente deperibili quali il legno, argilla, canne ed altri elementi vegetali. Soltanto successivamente le case verranno realizzate in muratura.

Le capanne erano dislocate all’interno di villaggi e formavano piccoli nuclei, ovvero dei centri con delle aree di uso comune: recinti per gli animali da allevamento (bovini, caprini, ovini, suini), focolari, buche per lo scarico dei rifiuti e pozzi da cui attingere acqua pulita. Tra un villaggio e l’altro si estendevano delle aree destinate alla coltivazione. Questi spazi adibiti alle attività agricole erano indispensabili per la produzione dei generi alimentari consumati cui contribuivano anche la caccia e la pesca, ma soprattutto al funzionamento della vita economica, basata essenzialmente sul commercio di prodotti cerealicoli e artigianali.

APPROFONDIMENTO

Le urne a capanna

Le urne a capanna sono delle urne cinerarie, realizzate per contenere le ceneri del defunto e aventi la forma di capanna con pianta circolare o ellittica nella maggior parte dei casi.

Nelle prime necropoli veniva, infatti, utilizzato come rituale funerario principale l’incinerazione e questi cinerari, nel loro aspetto esteriore, dovevano simboleggiare la casa privata, rappresentando ancora un legame tra il defunto e la sua vita quotidiana. Queste urne costituiscono un modello per conoscere l’architettura reale delle prime abitazioni etrusche, aventi una struttura di pali in legno con pareti fatte di incannucciato e rifiniture in argilla. Queste prime strutture abitative avevano, generalmente, la porta sul lato più corto, degli abbaini sul tetto per la fuoriuscita del focolare domestico e, talvolta, anche delle finestre per il ricambio dell’aria e per sfruttare la luce naturale.

Urna a capanna in bronzo (VIII secolo a.C.)

3.2 Case che hanno fatto la storia

Successivamente gli Etruschi iniziarono a costruire abitazioni più solide, precedute da un atrio di ingresso e più vani per le varie stanze. Nei secoli successivi poi su un unico asse venne disposto il corridoio di accesso, seguito da uno spazio centrale di servizio e in fondo un ulteriore vano con funzione di rappresentanza, una sorta di studio per il padrone della casa (il pater familias). Questo ultimo schema verrà poi ripreso dai Romani e ancora oggi lo possiamo trovare, nella sua impostazione di base, in molte domus (case signorili) di Pompei, ad esempio.

Gli edifici privati, così come quelli religiosi, potevano essere decorati con antefisse architettoniche, aventi non solo una funzione estetica e ornamentale, ma anche pratica. Servivano, infatti, a nascondere l’intelaiatura lignea alla base del tetto e a celarne la vista dall’esterno.

Le antefisse, delle quali puoi vedere degli esempi sottostranti, erano realizzate in terracotta e poi dipinte con vivacissimi colori. Gli Etruschi eccellevano nella lavorazione dell’argilla! Celeberrime erano le decorazioni frontonali e acroteriali, cioè poste sulla sommità del tetto, dal Santuario extraurbano di Portonaccio (Veio – Roma) e dal Tempio di Giove Capitolino (Roma) nella sua fase arcaica (VI-V secolo a.C.).

frammento di antefissa con barba di sileno (fine V – metà IV secolo a.C.) – Museo Etrusco di Populonia (LI)

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frammento di antefissa con palmette (fine V – metà IV secolo a.C.) – Museo Etrusco di Populonia (LI)

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3.3 L’Arredamento

Ora proviamo ad immaginare come doveva essere l’interno di una casa etrusca, che cosa si poteva vedere, spostandosi da una stanza all’altra… Ricostruire gli interni non è facile per gli archeologi perché non abbiamo più gli edifici integri. Ciò che resta sono soltanto i cosiddetti “fondi di capanna”, le fondamenta, resti dei muri divisori oppure oggetti sporadici, portati in luce durante gli scavi. Da questi ultimi possiamo però trarre molte informazioni utili, scoprire, ad esempio, come gli antichi Etruschi avessero un gusto veramente molto raffinato e attento ai dettagli. Ciò lo potrai notare osservando questo singolare cofanetto femminile in legno (vedi sotto), conformato, con estrema cura, a piccolo volatile.

Cofanetto ligneo (fine IV secolo a.C.) – Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

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Nelle case più benestanti si potevano trovare poltrone di legno e vimini, panchetavolini elegantemente rifiniti. Le pareti erano quasi sempre dipinte con tonalità vivaci. Gli antichi troverebbero, infatti, le nostre case poco colorate rispetto alle loro stanze che volevano far apparire riccamente ornate anche con vivaci oggetti portafortuna.

Durante il periodo orientalizzante (VIII secolo a.C.) le stanze venivano illuminate da candelabri di bronzo, di cui ti proponiamo due esempi delle statuine che venivano poste al centro dei candelabri, chiamati “cimase”, rendendoli ancora più pregiati.

Statuetta per cimasa in bronzo (430 a.C.) – Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto (BO)

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Statuetta per cimasa in bronzo (V secolo a.C.) – Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto (BO)

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In cucina tra gli oggetti più utilizzati vi erano asce per tagliare le carni e spiedi per cuocerle su tripodi sempre in bronzo. I tripodi erano dei grandi calderoni poggiati su una base a tre piedi piuttosto alta, sono gli antenati dei nostri bracieri per cucinare alla griglia.

 Al centro era sistemato un tavolo rettangolare per poggiare le vivande prima di portarle ai padroni di casa e ai loro ospiti. Questo perché gli Etruschi, come anche i Romani, mangiavano semisdraiati su dei letti appositi, non seduti, nella sala del banchetto, tra soffici cuscini e ricercate atmosfere.

L’ANGOLO DELLE CURIOSITA’

Ma tu torna alla casa e pensa ai tuoi lavori, al telaio e alla conocchia e comanda alle serve di fare il loro lavoro. Alla guerra penseranno gli uomini, tutti quelli nati a Troia, ed io soprattutto. (Omero, Iliade, 6, 490 – 493)

Abbiamo scelto di partire da questi versi del poema omerico per introdurvi nel mondo femminile e nell’ambito domestico di cui si occupavano, eminentemente, le donne sin dai tempi più remoti.

Come l’eroe Ettore invita la moglie Andromaca a ritirarsi in casa per continuare a svolgere le sue attività quotidiane così nel mondo etrusco l’economia domestica era affidata alle mogli del pater familias. Ereditando dalla Grecia un tipo di società gerarchica, alla donna etrusca spettava, in primissimo luogo, il ruolo di filatrice, compito che la connotava anche nelle memorie e dediche epigrafiche. Il peso da telaio e la fuseruola, spesso insieme a rocchetti, aghi e forcelle per tessere in bronzo, accompagnavano la “padrona di casa” anche nel suo viaggio e vita nell’Aldilà. È per questo che all’interno delle sepolture femminili gli archeologi trovano spesso questi oggetti di cui vi proponiamo il seguente esempio:

Peso da telaio – Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

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Dalla sapiente abilità femminile nella tessitura nascevano abiti e stoffe finemente lavorate che hanno reso il popolo degli etruschi celebre e apprezzato per l’eleganza e la raffinatezza dei propri costumi. Mutuando dall’universo greco alcuni indumenti, gli Etruschi ornavano d’oro gli abiti e amavano portare delle calzature in cuoio o in stoffa ricamata, dalla forma appuntita. Si trattava dei cosiddetti calcei repandi che riproponevano una moda che noi oggi definiremo “all’orientale”, riflesso di un gusto estetico elaborato. Il tessuto più utilizzato era la lana, solitamente colorata, seguita dal lino, nel suo colore naturale, senza tintura. Gli uomini in età giovane o matura indossavano normalmente il perizoma, un gonnellino cinto ai fianchi, simile a dei pantaloncini corti, mentre gli anziani indossavano una tunica, un capo più amplio e lungo, maggiormente coprente e confacente all’età.

Dalle pitture parietali all’interno delle necropoli etrusche apprendiamo come le donne erano solite portare un mantello (esempio sottostante) sopra il lungo vestito che arrivava a toccare i loro piedi. Il tutto veniva impreziosito con diademi, anelli, braccialetti spiraliformi o serpentiformi, orecchini pendenti e fibule, le spille che spesso ricorrono nei rinvenimenti archeologici. Tra i metalli usati per realizzare questi preziosi ornamenti vi era anche l’elettro, una particolare lega di oro e argento, già scoperta ed impiegata dagli Etruschi.

Figura femminile ammantata (fine IV secolo a.C.) – Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

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Amatissimi dagli Etruschi erano i copricapi. Il polos, valido per entrambi i sessi, veniva indossato facendo uscire i capelli ai lati. Aveva una forma cilindrica o quadrangolare e in origine connotava divinità femminili del Vicino Oriente e del mondo miceneo quali le Grandi Madri, Cibele ed Era. Puoi vederne un esempio qui sotto:

Bustino fittile con polos (fine IV secolo a.C.) – Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

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ATTIVITÀ PRATICHE PROPOSTE

(da svolgere individualmente o in gruppo)

  • Svolgi i quiz per la comprensione della Scheda Didattica;
  • Disegna a mano libera una delle più importanti antefisse architettoniche dal Parco Archeologico di Baratti e Populonia (LI), osservando le due foto dei frammenti e la ricostruzione della figura intera.

Per ottenere i materiali didattici per svolgere le attività pratiche scrivici a: info@3d-virtualmuseum.it.