Crocifissione di Donatello Via del Proconsolo, 4, 50122 Firenze, Italia
Posted on 07/03/2018 / 168

Autore: Donatello
Cronologia: Rinascimento
Datazione: 1455 circa
Tipologia: Bronzo
Luogo di ritrovamento: —
Luogo di conservazione: Museo Nazionale del Bargello (Firenze)

E’ un bronzo con agemina in argento e rame dorato. La cornice di palmette dorate, come tipico in Donatello, taglia fuori alcune figure a metà, dando l’idea di uno spazio infinito oltre la scena. Al centro del pannello campeggia il Cristo sull’alta croce, che appare isolato nel suo dolore della morte. Lo circonda un gruppo di angeli, apparentemente non visti dal resto dei personaggi, che raccolgono il suo sangue con i calici della Passione, che simboleggiano anche l’eucarestia e quindi la remissione dei peccati. Accanto al Cristo si trovano le due croci del ladroni, tra i quali quello di destra sta subendo l’inchiodatura dei piedi e si contorce spaventosamente per il dolore. Il registro inferiore è occupato dalla folla dove si registrano i più diversi atteggiamenti: dai soldati che continuano a occuparsi delle proprio faccende, alle donne straziate dal dolore. La gamma dei sentimenti di sofferenza poi varia dal pianto muto e dall’isolamento, allo sfogo disperato tra urla e gesti concitati, fino all’annichilimento dei soldati in primo piano, che sono piegati a terra dallo sgomento, con il volto coperto tra le mani. Il rilievo è composto in maniera quasi pittorica, con la ricca doratura di numerosi dettagli (aureole, vesti, armature), che crea un insieme vibrante e complicato, dove l’occhio dello spettatore vaga senza sosta da un dettaglio all’altro. La doratura, oltre che ornamentale, provoca effetti di luce, come nei profili degli alberi e nelle lumeggiature sulle nubi.

Tale opera è stata restaurata da Ludovica Nicolai (Marzo-Settembre 2014) con il contributo dei Friends of Florence, organizzazione no-profit che da diversi anni sostiene importanti progetti di restauro in ambito fiorentino. Le parti ageminate in argento sono state pulite con ablazione laser per asportare sia la patinatura coprente che il solfuro d’argento. La pulitura ha evidenziato la mancanza dell’agemina in diverse aree della parte superiore del bassorilievo. Analisi specifiche portano a pensare che la lamina d’argento sia caduta per la poca regolarità dello scasso nella superficie bronzea. Durante il restauro, inoltre, l’opera è stata inserita in un telaio metallico sostenuto da un cavalletto appositamente progettato in modo che l’opera potesse ruotare di 360°.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore: 3D Laserscan – Copyright: Museo Nazionale del Bargello (Firenze)

Tipologie
Bronzo
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