Palermo – Chiesa della Martorana Piazza Bellini, 3, 90133 Palermo PA
Posted on 09/03/2018 / 841

Autore: Sconosciuto
Cronologia: Medievale
Datazione: 1143
Tipologia: Chiesa
Luogo di ritrovamento: —
Luogo di conservazione: Palermo (Palermo)

Come dimostrato da un diploma greco-arabo del 1143, da un’iscrizione greca all’esterno della facciata meridionale e dalla stessa raffigurazione musiva di dedicazione, la chiesa fu fondata nel 1143 per volere di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio siriaco di fede ortodossa, al servizio del re normanno Ruggero II dal 1108 al 1151. Costruita da artisti orientali secondo il gusto bizantino, si trovava nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, motivo per il quale diventò nota successivamente come “Santa Maria dell’Ammiraglio” o della “Martorana”. All’edificio sacro, che nel corso dei secoli è stato più volte distrutto e restaurato, si accede dal campanile: una costruzione a pianta quadrata del XIII secolo, aperta in basso da arcate a colonne angolari e con tre ordini di grandi bifore.

La chiesa possiede una pianta a croce greca, prolungata con il nartece e l’atrio. Un portale assiale (ancora esistente) dà sull’atrio e il nartece, come nelle prime chiese cristiane. Al di là del nartece, l’edificio era sistemato e decorato come una chiesa bizantina a 4 colonne, tranne gli archi a sesto acuto e i pennacchi della cupola che erano di gusto islamico. Nel 1193 le case attorno vengono adibite a monastero per le donne e la chiesa verrà poi ad esso inglobata.

Con sede vescovile vacante, il 5 febbraio 1257 l’altare maggiore fu consacrato dal vescovo di Siracusa Matteo de Magistro di Palermo. Nel 1394 fu fondato il monastero attiguo, patrocinato dai coniugi Goffredo e Luisa Martorana, da cui prenderà successivamente il nome. Il 7 dicembre 1433, col privilegio concesso da Alfonso V d’Aragona e confermato da Papa Eugenio IV, la chiesa dell’Ammiraglio è assegnata al monastero adiacente. Essendo l’edificio compreso nel recinto della clausura, le monache utilizzano la nuova struttura più prestigiosa, abbandonando il luogo di culto proprio del monastero, passando al rito latino.

Tra il 1683 e il 1687, per adeguarla alle esigenze del nuovo rito, l’abside centrale viene distrutta e sostituita da una nuova abside rettangolare, progettata da Paolo Amato, e il prospetto meridionale viene abbattuto. Nel 1740 Nicolò Palma progetta un nuovo prospetto, secondo il gusto barocco dell’epoca.

Nel 1846 si realizza l’abbassamento del piano della piazza e viene realizzata la scalinata. In considerazione dell’alto valore artistico della chiesa, tra il 1870 e il 1873, su direzione dell’architetto Giuseppe Patricolo, si realizzò il suo restauro. Nell’intento di riportare la chiesa allo stato originario, furono staccati i marmi settecenteschi delle pareti laterali del presbiterio (di cui era prevista la distruzione) e fu accentuato il muro di chiusura originale. La chiesa venne riportata per gran parte al suo aspetto medievale originario eccetto che per la navata e per l’abside centrale. Della fine del XIX secolo la chiesa cadde in stato di abbandono, quindi sotto l’amministrazione civile-comunale, sino al ritorno al culto orientale nella prima metà del XX secolo per conto della comunità albanese di Sicilia su concessione dell’Arcidiocesi di Palermo. La chiesa assunse il titolo di San Nicolò dei Greci dopo che l’omonima chiesa – degli albanesi in Palermo – fu distrutta nel secondo conflitto mondiale. Fu così che la chiesa ha ereditato anche la sede della secolare parrocchia bizantina italo-albanese.

La chiesa è stata recentemente restaurata e rientra dal 2015 tra quelli proposti all’Unesco nell’ambito dell'”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale” come Patrimonio dell’Umanità.

Al suo interno, nella porzione della chiesa risalente al Medioevo costituente il nucleo originale, è presente il ciclo di mosaici bizantini più antico della Sicilia. Rappresentano al centro il Cristo in trono, immagine arcaizzante e di stampo occidentale; scendendo troviamo i quattro arcangeli (tre originali più uno apocrifo) e i patriarchi, mentre nelle nicchie sono ospitati i quattro evangelisti e, infine, nelle volte, i rimanenti apostoli.

Metodo di acquisizione: Range-based – Rilevatore: Khofo2000 – Copyright: Chiesa della Martorana (Palermo)

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