Sarcofago di Nefertari Via Accademia delle Scienze, 6, 10123 Torino, Italia
Posted on 29/05/2017 / 142

Autore: Sconosciuto
Cronologia: Età del Bronzo
Datazione: XIII a.C
Tipologia: Sarcofago
Luogo di ritrovamento: Bibân el-Harîm (Valle delle Regine)
Luogo di conservazione: Museo Egizio di Torino (TO)

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente.

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re.

Le tombe reali di Tebe si distinguono da quelle delle persone comuni per il fatto che non mostrano scene di attività quotidiane. I temi delle raffigurazioni su pareti e soffitti sono del genere mitologico e si occupano della vita delle persone regali nell’Aldilà in compagnia di divinità e figure mitologiche. Da tutte le altre tombe reali, questa si differenzia per il concetto che collega fra loro le varie rappresentazioni. Analizzando le decorazioni e le iscrizioni delle varie parti della tomba di Nefertari ci si rende conto del profondo significato simbolico. Non semplici elementi decorativi, ma rappresentazioni di un itinerario spirituale, le pitture della tomba ci mostrano il lungo percorso effettuato dall’anima della regina, che dopo essere stata introdotta dalle principali divinità al cospetto di Osiride, sovrano dell’aldilà, penetra nel suo regno, compie una gestazione e si trasfigura per uscire nel cielo assimilata come Ra all’orizzonte orientale.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore: ITLab Lecce – Copyright: Museo Egizio di Torino (TO)

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