Teatro romano di Saepinum Contrada Altilia, SP82, 86017 Sepino CB
Posted on 14/03/2018 / 419

Autore: Sconosciuto
Cronologia: Epoca romana
Datazione: —
Tipologia: Teatro
Luogo di ritrovamento: —
Luogo di conservazione: Saepinum, Sepino (Cb)

Il teatro è il più monumentale ed il meglio conservato degli edifici di Saepinum. Situato nel settore settentrionale della città, a ridosso del muro di cinta compreso fra porta Bojano e l’angolo nord della cinta stessa, la sua dislocazione appare un poco sbilenca rispetto alla cinta muraria e tradisce la necessità di allineare l’asse trasversale della struttura al tracciato del cardo, che dista circa 60 metri, verso il quale risultano rivolti gli ingressi stessi del teatro. Il complesso è articolato su due distinte sezioni, l’una (cavea) destinata al pubblico e l’altra (scaena) destinata alle rappresentazioni, e presenta un diametro massimo di 61.50 m ed una lunghezza di 53 m sull’asse cavea-scena. È interamente costruito in pietra calcarea locale, mentre i muri portanti sono realizzati in opera cementizia, con paramento a blocchetti disposti su linee parallele. Il complesso è stato interessato, a più riprese, fin dal 1950, da una serie di interventi di scavo e di restauro ed è ormai interamente leggibile nella sua articolazione planimetrica e spaziale.

La parte centrale della scaena e la zona corrispondente alla summa cavea sono state interessate, nel corso del secolo XVIII, da interventi edilizi di carattere rurale, edifici a due piani costruiti utilizzando materiali di spoglio provenienti dal teatro stesso. Questa sorta di “architettura spontanea” prodotta dalle genti contadine locali è tuttora visibile, dal momento che all’inizio degli anni Settanta si ritenne opportuno preservarla e restaurarla, per il suo particolare valore storico, culturale ed ambientale. Una parte della scena è ancora oggi occupata da un edificio rurale di 16.20 x 7.60 m adibito a museo, che racchiude al suo interno, visibile sulla parete di fondo, quel tratto di scena compreso tra la porta regia e la porta hospitalis destra. Della summa cavea restano soltanto pochi avanzi della muratura di sostruzione, essendo stata completamente ricoperta da una cortina di edifici.

Una parte dell’emiciclo esterno del teatro è tangente alla struttura muraria perimetrale, nel tratto Nord-Ovest. Proprio in questo punto si apre una postierla di accesso al teatro dall’esterno, costituita da un varco angusto, di circa 2.10 m che spezza la continuità della cortina originaria; il passaggio è inserito tra due solide strutture rettangolari, collegate alle mura, e venne concepito per incanalare agevolmente il traffico pedonale degli spettatori, provenienti da fuori città, che si recavano a teatro e poi defluivano oltre le mura. La porta, probabilmente dotata di una copertura a volta cementizia, andata perduta, venne edificata solo a seguito della realizzazione del teatro, interrompendo la continuità della cortina muraria per aprire l’apposito varco; è quasi certo che parte del materiale proveniente dallo smantellamento della cortina sia stato reimpiegato per il paramento in opera reticolata della struttura della porta. Questo particolare è importante in quanto conferma che la costruzione del teatro è avvenuta successivamente all’epoca della costruzione delle mura, databile tra il 2 a.C. ed il 4 d.C. secondo l’iscrizione replicata sul frontale delle quattro porte. L’analisi dei dati archeologici consente di stabilire una datazione in epoca giulio-claudia che, anche considerando i diversi elementi tipologici del teatro sepinate, non dovrebbe andare oltre i primi decenni del I secolo d.C. Ai lati opposti dell’emiciclo della cavea vi sono i due ingressi del teatro, detti tetrapili, ciascuno costituito da quattro massicci pilastri quadrangolari, alti circa 2.20 m, cui sono sovrapposte robuste arcate a tutto sesto. Esse svolgevano una funzione strutturale, sopportando la spinta esercitata dalla muratura, ma anche una funzione di collegamento con l’edificio scenico, attraverso un corridoio coperto trasversale di accesso all’orchestra ed ai primi due ordini della cavea (ima e media), largo 3.33 m ed un corridoio coperto longitudinale esterno che immetteva nella summa cavea, largo 2.45 m.

L’intera struttura del teatro presenta una ingegnosa rete di canali che convogliano l’acqua piovana, con opportune pendenze, nell’euripo, dal quale sono poi riversate nella fognatura. Inoltre la presenza di pozzetti rettangolari per l’alloggiamento dell’apparato di sollevamento, conferma l’ipotesi della presenza di un sipario (aulaeum) azionato da un sistema di funi posizionato sulla sommità della scena. È certo, inoltre, che la cavea dovette essere coperta, in parte o totalmente, da un velarium, una copertura mobile tesa al di sopra di essa mediante un sistema di funi, che poteva riparare gli spettatori dalla pioggia o dalla calura.

Metodo di acquisizione: Range-based – Rilevatore: Marco di Ioia – Copyright: Sito archeologico di Saepinum, Sepino (Cb)

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