Cappella Altemps Piazza di Santa Maria in Trastevere, 00153 Roma, Italia
Posted on 13/02/2017 / 1486

Mecenate: Cardinale Marco Sittico Altemps
Cronologia: Rinascimentale
Datazione: 1584
Tipologia: Elemento architettonico
Luogo di conservazione: Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma (RM)

Iniziata nel 1584 dal card. Marco Sittico Altemps, titolare della Basilica dal 1580 al 1595, si ispirò nel progetto iconografico al pensiero del sacerdote polacco Thomas Treter, canonico della Basilica, che voleva glorificare la storia della Chiesa romana in reazione alla minaccia dell’avanzata della Riforma protestante. Massimo esempio della propaganda ideologica artistica contro-riformata, partendo dalla venerabile tradizione secolare di devozione mariana di questa Basilica, intendeva contestare le istanze innovatrici in ambito dottrinale ed ecclesiastico polemizzando sulla mancanza di qualsiasi giustificazione storica di queste ultime. A questo si aggiunse la volontà del cardinale di esaltare l’opera dello zio materno, papa Pio IV (1559-1565), che indisse la sessione conclusiva del già più volte interrotto e travagliato Concilio di Trento (1542-1563), convocato in risposta al protestantesimo ormai dilagante.

Nel 1586, però il papa Sisto V (Peretti, 1585-1590) condannò ad ingiusta morte il figlio del cardinale e lo fece decapitare per indebolire la posizione di forza del porporato nella Curia (dalla domanda di grazia rivolta al papa in Suo nome ma non accettata, si attribuì all’antica icona mariana qui posta l’epiteto di “Madonna della Clemenza”). Il disegno fu affidato a Martino Longhi, caposcuola della corrente tardo-rinascimentale, fedele seguace dei dettami conciliari, che scelse ad esempio di intonare gli affreschi esterni sopra il finestrone con un finto mosaico del fondo oro affidato nella realizzazione a Paris Nogari che ben si accorda alla decorazione absidale. All’ interno, prezioso pavimento in tarsie marmoree policrome con la tomba del donatore, nicchie alle pareti e splendida volta a padiglione con delicata decorazione a stucco dorato, fra i migliori dell’epoca a Roma.

Gli affreschi della volta riportano scene tratte dalla vita della Vergine e sono state dipinte da Pasquale Cati, pittore tardo-manierista non di grandissimo pregio, che lavorò come frescante anche nel Palazzo romano dell’omonima famiglia rappresentando su una volta, tra l’altro, anche una copia dell’ antica icona di Maria qui conservata. Allo stesso pittore si devono pure i ritratti ad olio di papa Pio IV e i profeti ai lati dell’altare e i grandi pannelli sulle pareti a destra e a sinistra. Quello di sinistra (firmato 1588) rappresenta una delle ultime sessioni del “Concilio di Trento”, con i prelati riuniti in emiciclo in alto resi con vivissimo intento documentario che rasenta il caricaturale, e in basso le figure allegoriche, ovvero le Virtù Cardinali e quelle Teologali (si riconoscono la Fede con il calice e l’ostia consacrata, la Speranza con in mano la croce, la Carità che allatta ai due seni) che circondano la Chiesa trionfante, con il triregno sulla testa, la Croce patriarcale alla mano destra e la sinistra che tocca la Cupola di S. Pietro da pochi anni completata. A destra l’Approvazione degli Atti del Concilio da parte di Pio IV protetto da S. Pietro e da S. Paolo.

Quattro anni dopo la consacrazione di questo luogo, nel 1593 papa Clemente VIII (1592-1605) fece trasferire l’antichissima icona della Madonna sull’altare dalla sua antica collocazione, la cappella (oggi non più esistente perché tamponata dal cenotafio di papa Innocenzo II di Virginio Vespignani nel 1869 per volere di papa Pio IX – Mastai Ferretti,1846-1878) dedicata a S. Stefano.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore: M.Brennan- Copyright: Diocesi di Roma (Roma)

Tipologie
Dipinto
Elemento architettonico
Ritratto
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