Discobolo di Mirone Largo Villa Peretti, 2, 00185 Roma, Italia
Posted on 14/02/2017 / 2590

Autore: Sconosciuto
Cronologia: Romano imperiale
Datazione: II secolo d.C.
Tipologia: Scultura a tutto tondo
Luogo di conservazione: Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma (Roma)

Il Discobolo di Mirone è una delle opere divenute simbolo dell’Arte Classica e dell’Età Classica in Grecia che in questo periodo raggiunse il massimo del suo splendore, potere e perfezione artistica, in particolare nei campi scultura e architettura, soprattutto nella capitale, Atene. Il modello qui presentato è una copia dell’originale greco in bronzo, realizzato intorno al 455 a.C. Per la città di Sparta, ma mai pervenutoci. Il soggetto godette di immensa fortuna e proprio per questo ne furono eseguite innumerevoli copie come questa, databile al II secolo d.C., sotto il regno dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.) e nota con il nome di Discobolo di Castelporziano.

Il discobolo, ovvero l’atleta specializzato nel lancio del disco, è raffigurato nell’istante che precede il lancio vero e proprio: dopo il raccoglimento del corpo, quest’ultimo si sta pian piano aprendo, in un ritmo crescente che serve a prendere energia e coordinazione. La figura racchiude, quindi, in sé tutto lo sforzo e il raccoglimento fisico del ginnasta che incarna nelle sue forme plastiche l’ideale di bellezza per i Greci, frutto di un sapiente studio anatomico già e di una conoscenza del corpo umano avanzata.

Quest’opera fu ammirata dagli storici dell’arte dell’antichità per la sua simmetria e per l’armonia delle proporzioni che ben comunicano il senso di movimento nonostante alcuni elementi, quali il busto rappresentato frontalmente, le braccia insieme alle gambe colti di lato, rimandino, secondo alcuni critici, al più statico schema figurativo egizio per la posizione stante, ma nonostante ciò resta una pietra miliare nello sviluppo della grande statuaria antica.

Se si osserva bene la figura, si noterà che essa raggiunge il proprio equilibrio formale attraverso due linee di forza principali: la prima, curva, si diparte dalla mano destra al tallone sollevato mentre la seconda, a forma di S, va dalla testa fino al piede poggiato a terra. Queste costituiscono le direttrici che secondo il Canone di Policleto facevano apparire il soggetto in tutto il suo equilibrio sia visivo sia statico.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore: M. Brennan – Copyright: Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma (Roma)

Tipologie
Scultura a tutto tondo
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