Tomba del letto funebre Piazzale di Villa Giulia, 9, 00196 Roma, Italia
Posted on 15/03/2017 / 1446

Autore: Sconosciuto
Cronologia: Etrusco
Datazione: 470-460 a.C.
Tipologia: Tomba
Luogo di ritrovamento: Tarquinia (Roma)
Luogo di conservazione: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (Roma)

Scoperta nel 1873, la tomba, databile tra il 470-460 a.C., è un’ampia camera quadrangolare scavata nella roccia, con soffitto a doppio spiovente e trave di colmo in rilievo; conteneva dei letti per le sepolture, di cui restano gli incassi per i piedi nel pavimento.

Soffitto e pareti sono tutti decorati: sul trave centrale sono dipinti rosoni e tralci d’edera, sugli spioventi un motivo a scacchiera che richiama un tappeto; sulle pareti un grande fregio figurato è sovrapposto ad uno zoccolo con delfini guizzanti sulla superficie increspata del mare. la scena nella parete di fondo e in parte di quelle laterali raffigura un grande baldacchino – una sorta di leggero velario – sotto il quale, al centro, è un monumentale catafalco con due copricapi conici inghirlandati e appoggiati su doppi cuscini, accanto a due leggeri mantelli; ai lati si svolge un banchetto allietato da musici, cui partecipano convitati – divisi per sesso – sdraiati su materassi e avvolti in coperte ricamate.

Fuori del baldacchino, all’aperto, sono dipinti giochi e danze: gare di pugilato e corse di carri, danze armate e lancio del disco, esercizi acrobatici a cavallo.

La prima interpretazione delle pitture riconosceva nel catafalco il letto funebre della ricca coppia di defunti, proprietaria del sepolcro, attorno al quale si svolgono il banchetto e i giochi funebri.

Di recente è stata proposta una lettura più complessa che vede nelle scene la raffigurazione di una cerimonia (theoxenia) in onore dei Dioscuri – evocati dai cappelli conici e dai mantelli sul catafalco – durante la quale si svolgevano esercizi ginnici ad essi particolarmente cari (Omero definisce Castore «domatore di cavalli» e Polluce «pugno forte»). Il culto dei Dioscuri era espressione di quell’élite etrusca che vedeva nella cavalleria e nell’atletismo l’essenza stessa della sua natura aristocratica. La rappresentazione dei due divini fratelli era particolarmente adatta ad un sepolcro, essendo questi destinati ad entrare ed uscire dall‘Ade, e dunque a varcare quotidianamente la soglia tra vita mortale ed immortalità.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore:M.Brennan – Copyright: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (Roma)

Tipologie
Affresco
Tomba
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