Lupa capitolina Campidoglio, Piazza del Campidoglio, 00186 Roma, Italia
Posted on 26/03/2018 / 239

Autore: sconosciuto
Cronologia: Medievale
Datazione: —
Tipologia: Bronzo
Luogo di conservazione: Musei Capitolini (Roma)

La statua

La statua è l’icona stessa della fondazione della città. Le fonti antiche parlano di due statue bronzee della Lupa, una nel Lupercale, l’altra nel Campidoglio. La prima statua, quella del Palatino, è citata nel 295 a.C., quando i due edili, Quinto Fabio Pittore e Quinto Ogulnio Gallo, le aggiunsero una coppia di gemelli. L’avvenimento, in base al racconto di Tito Livio, risale al 296 a.C. e si rese possibile grazie al denaro che gli stessi edili curuli confiscarono agli usurai. Non possediamo alcun indizio sicuro sul gruppo degli Ogulni, anzi il passo di Livio ha dato il via a due diverse interpretazioni, che considerano i gemelli come parte di un gruppo unitario o come un’aggiunta successiva ad un’immagine più antica della lupa. Cicerone riporta come il simulacro capitolino venne colpito da un fulmine nel 65 a.C. e da allora non venne riparato.

Il dinamismo della posa e il dimensionamento dei gemelli raffigurati sulle monete d’argento sono stati considerati testimonianza del carattere ellenistico del modello. Ciò che colpisce, tuttavia, è il carattere emblematico dell’immagine concepita come allegoria di un intero racconto di fondazione.

Le prime notizie sicure su questa statua risalgono al X secolo, quando si trovava incatenata sulla facciata o all’interno del Palazzo del Laterano: nel Chronicon di Benedetto da Soracte, risalente al X secolo, il monaco descrive l’istituzione di una suprema corte di giustizia nel palazzo del Laterano, nel posto chiamato …[graffiti]…, cioè la madre dei Romani. Processi ed esecuzioni alla lupa sono registrate di tanto in tanto fino al 1450. La Lupa era conservata con altri monumenti, come l’iscrizione bronzea della lex de imperio Vespasiani, che venivano esposti come cimeli per attestare la continuità tra Impero Romano e papato, tra antichità e medioevo. La statua venne poi ospitata fino al 1471 nella Chiesa di San Teodoro, che si trova tra il Palatino ed il Campidoglio. In quell’anno fu donata da Sisto IV della Rovere al popolo romano e da allora si trova nei Musei Capitolini, nella Sala della Lupa.

La scultura rappresenta una lupa che allatta una coppia di piccoli gemelli, che rappresentano i leggendari fondatori della città, Romolo e Remo. Queste ultime due figure furono aggiunte nel tardo XV, forse da Antonio del Pollaiolo, in accordo con la storia di Romolo e Remo: in un’incisione su legno delle Mirabilia Urbis Romae (Roma, 1499), appare già con i due gemelli.

Descrizione e stile

A parte qualche piccolo danno e lacuna prontamente restaurati, la statua della Lupa è integra. Il modellato è in linea di massima scarno e rigido, ma impreziosito da un decorativismo minuto, chiaro ed essenziale, soprattutto nel disegno del pelo, che è reso sul collo con un motivo calligrafico di ciocche “a fiamma”, che prosegue nelle linee oltre la spalla e sulla sommità del dorso, fino alla coda.

L’animale è posto di profilo, con la testa girata verso lo spettatore di novanta gradi. Le fauci sono semiaperte e i denti aguzzi. Il corpo dell’animale è magro, mettendo in mostra tutto il costato. Le mammelle sul ventre sono ben evidenti. Anche le zampe presentano un aspetto asciutto e ruvido, e sono modellate in posizione di guardia.

Metodo di acquisizione: Image-based – Rilevatore: Calin Suteu – Copyright: Musei Capitolini

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