Ravenna – Basilica di Sant’Apollinnare in Classe 48124 Classe RA, Italia
Posted on 02/01/2016 / 2406

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Del complesso di edifici sacri che sorgevano nel territorio di Classe permane in tutta la sua imponenza solo la basilica dedicata al santo Apollinare, ritenuto il fondatore della Chiesa di Ravenna.

L’edificazione, promossa dal vescovo Ursicino e finanziata dal banchiere Giuliano Argentario (come San Vitale e San Michele in Africisco che presentano lo stesso tipo di muratura con i caratteristici mattoni giulianei, stretti e lunghi), fu consacrata dall’arcivescovo Massimiano il 9 maggio 549.

Lo splendore dell’edificio – testimoniato dal protostorico Agnello nel IX secolo – ed il tema iconografico svolto nella decorazione musiva dell’abside, è da mettere in relazione, dopo la conquista bizantina nel 540, con il potere della Chiesa ravennate, che con il primo arcivescovo Massimiano assume un ruolo di primo piano in stretto rapporto con l’Imperatore d’Oriente Giustiniano. Infatti dopo il regno dei Goti e l’espansione del culto ariano si riconferma a Ravenna l’ortodossia e l’arcivescovo nominato dall’imperatore e investito di poteri senza precedenti trae dalla storia della Chiesa locale con l’esaltazione del primo vescovo Apollinare motivo di celebrazione nella basilica di Classe.

Nel XVI secolo la Basilica subì la spoliazione dei marmi interni, posti in opera per la costruzione del Tempio Malatestiano di Rimini, quando i monaci camaldolesi abbandonarono il luogo per insediarsi nel Monastero Classense in città.

La facciata a capanna della basilica era preceduta da un quadriportico di cui oggi resta solo il nartece (o ardica), ampiamente ricostruito, che si concludeva con due torrette alle estremità (resta solo quella settentrionale ricostruita).

All’inizio del X secolo risale il campanile alto 37,50 metri, scandito da feritoie, monofore, bifore e trifore sovrapposte che ne alleggeriscono la possente struttura muraria, esempio tra i più interessanti dei caratteristici campanili ravennati a sviluppo cilindrico. Più tarda (XI secolo) appare la parte superiore.

L’interno della basilica, coperto a tetto con strutture a capriate lignee, è suddiviso in tre navate da ventiquattro colonne in marmo greco venato, dotate di basi a parallelepipedo decorate con motivo a losanga e capitelli a foglie d’acanto mosse dal vento, sormontati dai caratteristici pulvini tronco-piramidali.

L’abside è stata poi soprelevata nel IX secolo per l’introduzione della cripta semianulare con corridoio centrale. Nell’altare sono conservate le ossa del santo titolare, la cui originale sepoltura era nei pressi della Basilica e poi fu introdotta nella chiesa ad opera di Massimiano nel VI secolo, come ricorda l’epigrafe “In hoc loco stetit arca …” collocata sul lato meridionale.

La decorazione musiva del catino absidale risale al VI secolo, fatti salvi i due pannelli laterali (VII secolo), mentre d’epoche successive risultano le decorazioni dell’arco trionfale (VI – XII secolo).

Lungo le pareti della navata centrale sono visibili i ritratti dei vescovi e arcivescovi di Ravenna, dipinti entro cammei circolari nel XVIII sec., residui dei più vasti apparati decorativi effettuati nel XVIII secolo, e poi eliminati nel corso dei restauri diretti da Corrado Ricci all’inizio del XX secolo.

Nell’interno della basilica sono ancora in sito due vasti stralci dell’originale pavimentazione musiva; il tratto nella navata settentrionale è sormontato dal ciborio (IX secolo) proveniente dalla scomparsa chiesa di Sant’ Eleucadio.

Sono presenti inoltre numerose iscrizioni e sarcofagi testimonianti l’evoluzione della scultura ravennate tra V e VIII secolo, dalle rappresentazioni a figure in rilievo (di cui è un esempio il sarcofago dei dodici apostoli) fino ai motivi simbolici resi con modellato piatto.

Dal 1996 la Basilica di Sant’ Apollinare in Classe fa parte dei monumenti tutelati dall’Unesco.

Tipologie
Mosaico
Mosaico parietale
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