Calascio – Rocca Calascio Rocca Calascio, Località Rocca Calascio, 67020 Calascio AQ
Posted on 08/03/2018 / 1472

Autore: Sconosciuto
Cronologia: Medioevo
Datazione: inizio XII secolo
Tipologia: Rocca
Luogo di ritrovamento: —
Luogo di conservazione: Rocca Calascio, Calascio (L’Aquila)

Rocca Calascio, che domina la valle del Tirino e l’altopiano di Navelli, a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, è situata in provincia de L’Aquila, nel territorio del comune di Calascio, a un’altitudine di 1450 metri s.l.m., poco sopra il paese. È ricompresa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La sua fondazione è dovuta probabilmente alla volontà di re Ruggero d’Altavilla, dopo la conquista normanna del 1140 con prevalente funzione di avvistamento, anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1239. Era utilizzata, in particolare, come punto d’osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all’Adriatico. Fece parte con Calascio, Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio e Santo Stefano di Sessanio della Baronia di Carapelle, della quale seguì le vicende storiche fino al 1806, anno dell’abolizione della feudalità.

Nei secoli si susseguirono nel dominio le famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Celano, Caldora, Accrocciamuro, Todeschini Piccolomini, Del Pezzo, Cattaneo, Medici e Borbone. In particolare, nel 1463 la rocca venne concessa da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini che modificò la fortificazione. La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale di antica origine e di una cerchia muraria in pietra e quattro torri d’angolo a base circolare fortemente scarpate, costruite a partire dal 1480. L’accesso avveniva attraverso un’apertura sul lato orientale, posta a circa cinque metri da terra, cui si accedeva attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile, poggiata su mensole di pietra.

Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto, in seguito al quale l’area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio.

Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata. Sul finire del secolo, però, alcune abitazioni sono state recuperate e altre sono state convertite a strutture ricettive. Il castello, inoltre, ha subito un’importante operazione di restauro e consolidamento tra il 1986 e il 1989, per risanare la struttura e consentirne il recupero architettonico-funzionale. Oggi è fruibile gratuitamente dai visitatori.

Nel 1968 il regista Romano Scavolini ha diretto un documentario dal titolo Nel silenzio dei sassi sullo spopolamento di Rocca Calascio.

A partire dagli anni ottanta del XX secolo il comprensorio aquilano del Gran Sasso e, in particolare, la rocca di Calascio sono stati utilizzati come ambientazione per numerosi film. Il primo lungometraggio è Amici miei – atto II del 1982; poi è stata la volta di Lady Hawk (USA, 1985) in cui la rocca (allora non ancora restaurata) era il rifugio dell’eremita impersonato da Leo McKern. Nel 1986 ospitò il cast de Il nome della rosa, vincitore di numerosi premi internazionali. Successivamente vi sono stati ambientati Il viaggio della sposa del 1997 e L’orizzonte degli eventi del 2005. È stato, inoltre, il set per diverse serie televisive quali La Piovra 7 – Indagine sulla morte del commissario Cattani (1995) e, più recentemente, Padre Pio della RAI (2006). La rocca è visibile anche in alcune scene del film The American (USA 2010) con George Clooney, interamente girato nella provincia de L’Aquila, in particolare tra Sulmona, Castel del Monte, Capestrano, Calascio e Castelvecchio Calvisio.

Metodo di acquisizione: Range-based – Rilevatore: Spogna – Copyright: Rocca Calascio, Calascio (L’Aquila)

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