Montecassino – Abbazia Via Montecassino, 03043 Cassino FR, Italia
Posted on 06/02/2017 / 2742
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Prima che San Benedetto arrivasse a Cassino e fondasse sulla cima della montagna l’assai autorevole Montecassino, questa zona portava ancora i segni visibili del suo antico passato. Cassino è il nome moderno dell’antica città di Casinum, città volsca a circa 140 km a sud-est di Roma. Prese il nome di “Cassino” dalla fine del 19° secolo. Tracce archeologiche testimoniano che Casinum fu abitata almeno dal 7° secolo a.C. Fece parte dell’Impero Romano nel 4° secolo a.C. e fiorì in modo particolare durante i primi anni del periodo imperiale, grosso modo dal 1° secolo a.C. fino al 3° secolo. Di questo periodo si possono ancora vedere le rovine di un incredibile anfiteatro antico, un teatro più piccolo e la Cappella del Crocifisso, un mausoleo romano che fu trasformato in una chiesa nel 10° sec. Dall’altra parte del fiume ci sono le rovine di una villa appartenente a Marco Terenzio Varrone (116-27 a.C.), studioso romano famoso per i suoi tentativi di realizzare un accurato documentario sulla storia di Roma antica. Nel 5° sec. Cassino cadde in un periodo di grave declino causato dal susseguirsi di invasioni barbariche e rimase senza la guida di un vescovo fino all’arrivo di San Benedetto, circa un secolo dopo.

San Benedetto arrivò a Montecassino intorno al 529 trovando alcuni resti di ciò che un tempo era stata una città gloriosa in cui gli abitanti erano ritornati alle loro radici pagane utilizzando i resti dell’antico tempio e l’altare della cima della montagna per il culto pagano e per fare offerte. Sulla sommità del monte, sopra l’antica Casinum, c’era ancora il Tempio di Giove così come altari ed idoli dedicati ad Apollo, le antiche mura ciclopiche e la torre di avvistamento. Il primo passo fu quello di trasformare questo antico luogo in una casa sacra: furono distrutti gli idoli, il tempio convertito in chiesa dedicata a San Martino di Tours e lì, dove c’era l’antico altare dedicato ad Apollo fu creato un piccolo oratorio dedicato a San Giovanni Battista. Alcuni elementi del Tempio di Giove cosi come le mura ciclopiche e la torre di guardia furono incorporate nel progetto e nella costruzione del monastero e alcune zone superstiti si possono vedere ancora oggi.

Il periodo tra il X e l’XI secolo fu un periodo di grande cambiamento per Montecassino. Verso la fine del IX secolo l’Abbazia fu distrutta una seconda volta per mano degli invasori Saraceni e i monaci sopravvissuti si rifugiarono a Teano. Fu durante questo periodo a Teano che l’originale della Regola di San Benedetto venne distrutta da un incendio. Montecassino fu ricostruita e i cenobiti con l’Abate Aligerno tornarono alla Sacra Abbazia e al Sacro Monte nel 949.

A questo stadio Montecassino era già una Abbazia ampiamente rispettata ma fu durante l’XI secolo che possiamo dire raggiunse la vera età dell’oro con l’Abate Desiderio. Questo fu un periodo di grande crescita, estrema produttività, cambiamenti politici tra la Chiesa dell’est e dell’ovest e di grandi progetti, in cui Montecassino divenne un centro culturale di riferimento per l’Europa. Fu durante questo periodo che l’abbazia fu encomiata per lo scriptorium, per le grandi scuole di scribi e miniaturisti. La biblioteca dell’Abbazia crebbe in modo esponenziale in questo periodo. La Chiesa di Montecassino venne ricostruita più grande e più decorata che mai.

Il XII secolo fu l’inizio di un lungo periodo di brevi progressi e violente lotte politiche. Fu caratterizzata dal declino poiché lo scisma dovuto alla doppia elezione papale nella chiesa creò una divisione politica che toccò molto profondamente Montecassino e gli altri Monasteri d’Europa. La crescita e la vita prospera erano giunte ad un punto morto e il numero di monaci diminuì con l’acuirsi delle ostilità tra Montecassino e le entità politiche come Papa Onorio II e Federico II. Nel XII secolo Montecassino perse inavvertitamente la sua lunga battaglia per l’autonomia. Si dimostrò essere una strada davvero complicata piena di conflitti e guerre nel mondo quella che portò alla gloriosa ed immensa Montecassino che vediamo oggi.

L’ XI e XII secolo videro tre Papi provenire da Montecassino: Papa Stefano IX, Papa Vittorio III (prima Abate Desiderio) e Papa Gelasio II. Durante questo periodo, Montecassino conservava ancora una relazione benefica ed indipendente col Papato. Dopo la morte di Oderisio I, nel 1105, l’Abbazia cominciò ad attraversare un periodo difficile in termini di autonomia e supremazia. Mentre l’Abate Desiderio aveva fortemente influenzato la politica papale per quel che riguardava la collaborazione con i Normanni conquistatori, instaurando una politica di pace. Papa Onorio II (1124-1130) portò avanti una strategia politica piuttosto diversa, di intervento armato e spietato. Dopo aver vissuto una storia di sovranità ed indipendenza, Montecassino si vide costretta a sottostare alle imposizioni papali di Onorio II. Diversi furono i fattori che contribuirono a quell’era di instabilità: abbandono delle precedenti politiche di collaborazione in favore di una politica anti-Normanna, l’interferenza con le elezioni dell’abate, i licenziamenti e le scomuniche dei sostenitori e dei membri di Montecassino (come il giovane ed influente Pietro Diacono, autore della Cronaca di Montecassino).
Dopo la morte di Papa Onorio II, iniziarono le controverse doppie elezioni per il nuovo Papa, che crearono uno scisma massiccio e complicato e portarono a dividere la Penisola e l’Europa. Il XIII secolo fu caratterizzato da una crescita lenta e difficile dovuta alla costante crisi europea. La situazione iniziò a cambiare nel XIV secolo con Papa Urbano V, che tentò di ridare vita alla storica Abbazia.

La battaglia di Montecassino è stata una delle operazioni militari più importanti della Seconda Guerra Mondiale. Anche nota come la Battaglia per Roma, non si è trattato di una sola battaglia quanto piuttosto di una serie di assalti militari degli Alleati contro i tedeschi, cominciati il 17 gennaio e terminati nel Maggio inoltrato del 1944.

Montecassino ha avuto un ruolo centrale in questa battaglia poiché non soltanto l’intelligence alleata sospettava che le unità di artiglieria tedesche stessero utilizzando l’Abbazia come validissimo punto di osservazione, ma anche perché si trovava in una posizione strategica utile per poter avanzare sulle difensive tedesche ed entrare in una Roma pesantemente occupata.

Prima che la battaglia cominciasse, l’ufficiale tedesco Capitano Maximilian Becker e il Tenente Colonnello austriaco Julius Schlegel, avevano predisposto che tutti i manufatti, gli archivi e i documenti della biblioteca, e numerosi altri incommensurabili tesori fossero messi al sicuro presso Città del Vaticano a Roma. Ci vollero mesi perché l’enorme operazione fosse ultimata e centinaia di uomini e monaci a fare da scorta al tutto.

Dopo la fine della guerra, l’abate Ildefonso Rea fu a capo del progetto di ricostruire Montecassino esattamente dove era prima, in tutta la sua gloria precedente e di riportare in sede tutti gli oggetti preziosi e i documenti che erano stati custoditi in Vaticano durante la guerra. La risorta Abbazia fu riconsacrata nel 1964 da Papa Paolo VI.

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